I bracciali dello scudo

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Ceni, Alessandro


Ci vuole addestramento, occorre preferire il fuoco e il fondaco di s, la sterpaia di una disarmata solitudine, per giungere a questo linguaggio, al Nord del verbo; occorre vivere nella gola del leone, incuranti della propria opera e perfino del significato della parola opera, disinteressandosi della poesia e dei suoi altari, altarini e alterchi, per dare alla poesia il nitore della spada e la levit della neve un corpo da licaone. Certo, possibile rintracciare le fonti di questo dire, la tessitura di un ragniforme lignaggio Dylan Thomas, dissero tutti; alcuni, per via dellarboreo candore, parlarono di Georg Trakl; quanto a lui, riconosce arcani debiti con lantico maestro, Piero Bigongiari. Sta di fatto che la poesia di Alessandro Ceni, con il suo crogiolo di neologismi, con quellandatura dincanto tra la pittura parietale e Star Wars, tra Dante e gli oracoli tibetani, non ha pari nel canone italiano. Troppo austero e aristocratico il detto di Ceni per stare stipato in una cronaca di acquarellisti e di prefiche. poesia rituale, questa, che fa camminare le querce, da sussurrare al vento, vera e propria kamlanie offerta al millennio venturo, quando luomo, proverbiale inganno, non avr pi alfabeti. Da questa brace di verbi, da questi aurei bramiti, ricomincer il canto: la luna in forma di agnello, i fiumi levrieri, il mestiere e il mestruo, la bestia e il bimbo. La pura vita. E ci separer la vita non la morte rappresentata con tutte le misure umane leghe metri o millimetri non bastano, e io scalcio come il resto di una palla di neve il cuore in un piccolo cerchio magico con confini di proteste e parole disperse tra i peli di un dio.

I bracciali dello scudo

di - 2025-03-25

Edizioni Crocetti

ISBN 9788883064487