La guerra una cosa da vecchi?
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In un dialogo lucido e raffinato Charles Melman e Federico Leoni interrogano il ritorno della guerra nel cuore dellEuropa e ne mostrano il carattere non residuale ma costitutivo delle nostre democrazie. La guerra appare allora come una cosa da vecchi solo per chi si illude di averne preso congedo: in realt, essa abita da sempre il campo democratico, esito precario e provvisorio di una serie di conflitti. Da qui la diagnosi si allarga allemergere di lite non pi orientate dal linguaggio ma dallalgoritmo; alla sostituzione dei leader politici con capi-comici reclutati tra le fila dei clown e degli uomini di spettacolo; ai popoli di oggi, catturati da scritture vocali e immersi in un nuovo ordine allucinatorio. Siamo ancora figli del nome, eredi della parola che fonda il nostro legame sociale, politico, economico? O siamo ormai figli del numero, educati da schermi fluidi e sciami diffusi? Tra critica del presente e apertura al possibile, Melman e Leoni esplorano la grande mutazione in corso: da un lato, il declino del logos e delle forme classiche della soggettivit; dallaltro, lemergere di nuovi regimi di segni. Unindagine che costringe a riconsiderare il rapporto tra democrazia e potenza, tra linguaggio e numero, tra guerra e vita collettiva e che lascia intravedere, pi che una risposta, la trasformazione in atto del nostro stesso modo di essere soggetti.
La guerra una cosa da vecchi?di - 2026-04-10
Edizioni Castelvecchi
ISBN 9791256146932

