1934/L’uomo che guarda di Alberto Moravia, 1986, Bompiani

€30,00

Alberto Moravia


1934:
Il romanzo, ambientato interamente a Capri, narra la storia di un giovane intellettuale italiano, Lucio, alla ricerca di una risposta alla domanda (già presente nel Werther di Goethe): «È possibile vivere nella disperazione e non desiderare la morte?» quando, sul battello che da Napoli lo porta a Capri, incrocia gli occhi di una giovane ragazza germanica; di qui un’intensa e articolata conversazione fatta di sguardi. Lucio se ne innamora proprio perché rivede negli occhi di lei la sua propria grande disperazione, ma non appena il battello approda sull’isola, il marito di lei, che nell’euforia non viene notato dal giovane scrittore, lo riprende severamente per la sua indiscrezione; Lucio, non curante ed ormai innamorato, li segue...

L’uomo che guarda:
L’esistenza quotidiana scorre ripetitiva e abitudinaria per Dodo, un bell’uomo sui 35 anni, ex sessantottino, per suo padre, un anziano “barone” universitario, per Silvia, moglie di Dodo, di ambigua e sfuggente sensualità. Sulla loro vita, che si svolge in una grande casa patrizia nel centro di Roma, sui loro complessi ma “leggibilissimi” rapporti, passa lo sguardo attento e impietoso di Dodo attore prima che spettatore di se stesso. Spinto dall’imperativo intellettuale di osservare per conoscere, Dodo spia ciò che accade con lo sguardo gelido dello scienziato che segue le trasformazioni della materia. Così questo “indifferente” degli anni ottanta, ossessionato dal nucleare, assediato dall’eros e dalle sue perversioni, osserva la realtà con distacco, subendola e subendosi, selezionando ciò che accade con la mente e rifiutandolo con i sentimenti. Un testo fondamentale nella narrativa di Moravia ricco di presenze attraenti, accondiscendenti e memorabili.

Timbro in prima pagina.