Aboliamo il carcere. Immaginare un futuro senza prigioni

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L'abolizione del carcere non un'utopia ma un progetto. Non significa solo pensare al superamento degli istituti di detenzione, ma soprattutto smettere di usare la punizione come risposta al reato. Ovvero costruire percorsi che rinuncino alla punizione e alla violenza e che scelgano la trasformazione, l'incontro, il benessere e la cura. Giulia De Rocco ci spiega chiaramente che questo progetto pu iniziare ora, che lo possiamo immaginare e concretizzare, riguarda la nostra intimit, le nostre relazioni, le nostre comunit. un processo di trasformazione di assunti che ci sembrano irrinunciabili come il binomio vittima/carnefice, innocente/colpevole. Questi assunti sottendono la logica punitiva che guarda solo alla violenza privata, interpersonale, soggettiva, senza guardare al contesto, alle cause, alle strutture di potere di cui le istituzioni e i mercati hanno bisogno per sopravvivere e di cui ci dobbiamo occupare se vogliamo pensare a una giustizia che trasforma e guarisce. Abolire il carcere significa lavorare per il superamento delle oppressioni e il punto di partenza la decostruzione dei sistemi di potere: per abolire il carcere dobbiamo ripensare la distribuzione della ricchezza, decolonizzare spazi, pratiche e pensieri, liberarci dalla violenza di genere, privata e sistemica. Gli istituti di pena, costruiti sempre pi lontani dai centri delle citt, sono luoghi in cui la povert viene resa produttiva, la razzializzazione un criterio che organizza gli spazi e giustifica gli interventi repressivi nelle sezioni, la violenza di genere costitutiva. E soprattutto lottare per l'abolizione del carcere significa supportare le persone che stanno in carcere. L'abolizione non pu che iniziare dall'alleanza tra chi dentro e chi sta fuori. Per rendere quei muri sempre pi sottili e permeabili sino a farli sparire.

Aboliamo il carcere. Immaginare un futuro senza prigioni

di - 2025-04-07

Edizioni Eris

ISBN 9791280495778