Alchimia della storia. E la morte dell'anima nella civilt della tecnica
Giegerich, Wolfgang
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In questo libro psicologia, storia e filosofia si intrecciano e tessono un arazzo di quello che Jung ha chiamato realt psichica, con tutte le sue sfumature. Nella prima parte l'autore mostra come la storiografia abbia sostituito il racconto mitico. Gli avvenimenti dei tempi antichi avevano sull'uomo un potere coercitivo con il quale lo guardavano e gli parlavano; ora tutto si ribaltato: l'uomo che guarda il passato e col suo sguardo fa impietrire gli eventi confinandoli a una dimensione inanimata. Tuttavia quello che diventato passato, cio storia, ha bisogno di essere guardato e nuovamente raccontato, o come si dice riletto, in ogni epoca. Qual dunque il senso della storia? Sembra che l'uomo l'abbia inventata per dare agli eventi un senso che si riferisce a lui, per autoriferirla a s stesso: un senso che lo pone al centro degli eventi. La realt psichica invece rimane qualcosa che non pu essere guardato dall'uomo. Giegerich ci induce a rimettere in discussione alcune delle nostre certezze, anche quella pi consolidata dall'illuminismo in poi: la libert dell'individuo. Oggi, solo i neuroscienziati sono rappresentanti ufficiali della certezza e possono permettersi di dire che l'individuo non cos libero come l'illuminismo aveva pensato; e usano a sostegno delle loro tesi non pensieri ma sezioni del cervello, tagliato virtualmente a fette. Cos in questo saggio viene dato corpo al mito in cui viviamo: la scienza pu... ma che cosa produce?
Alchimia della storia. E la morte dell'anima nella civilt della tecnicadi Giegerich, Wolfgang - 2008-05-01
Edizioni Moretti & Vitali
ISBN 9788871863320

