Archeologia e natura nella baia di Napoli
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Ciarallo, Annamaria
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Gli antichi monumenti, nel loro stato di rovine, hanno dato opportunità alla vegetazione spontanea di crescere, così da comporre un bizzarro ibrido tra natura e cultura. Quanto una tale situazione abbia fornito spunti al sentimento romantico è ben noto a tutti. Ma è altrettanto noto come natura e cultura, per essa sommariamente intendendo le attività dell'uomo, costituiscono due categorie intimamente differenti fra loro, talvolta addirittura contrastanti. La maturazione della sensibilità generale e della tecnica gestionale delle aree archeologiche hanno condotto a modi di contemperamento delle due categorie: così che la natura, nel suo rigoglio, non provochi danni alla conservazione delle opere dell'uomo; e che queste non distruggano quanto la natura, al loro intorno, ha prodotto. La cultura, cioè l'attività umana, in quanto categoria razionale, assume su di sé un doppio compito: conservare quanto l'uomo ha in precedenza prodotto; conservare quanto la natura continua a produrre. Anche perché le aree archeologiche, sottoposte a controlli, hanno permesso la conservazione di habitat che il generale sfruttamento del territorio, talvolta condotto senza tener conto né di cautele né di vincoli, ha spesso distrutto, irrimediabilmente, condizioni naturali favorevoli alla perpetuazione di specie animali e vegetali.
Archeologia e natura nella baia di Napoli
Archeologia e natura nella baia di Napoli
di Ciarallo, Annamaria - 2009-04-01
Edizioni L'Erma di Bretschneider
ISBN 9788882655488
Archeologia e natura nella baia di Napoli

