Autodaf di un esule. Nel ricordo delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata
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Il processo al capo della polizia politica a Fiume nel 1945, Oskar Pikuli, imputato di omicidio continuato e aggravato, avviato nel 1997, si concluse sette anni dopo, nel 2004. Diego Zandel, figlio di esuli fiumani fuggiti dalla Jugoslavia di Tito e nato in un campo profughi, venne a saperlo per caso quando un amico, giudice allo stesso processo, gli mand per conoscenza la sentenza allo scopo di avere una sua opinione a riguardo. Diego scopr cos, con stupore, di non aver mai sentito parlare di quel processo, peraltro caratterizzato da clamorose reazioni mediatiche, politiche e diplomatiche. Perch? In Autodaf di un esule lautore indaga sulle cause della propria ignoranza. E si chiede se fosse perch scriveva su lUnit e Paese Sera, giornali di una sinistra che giustificava le foibe e imputava gli esuli di essere fascisti fuggiti dal paradiso socialista di Tito. Gli sorge, cos, il sospetto di aver ceduto a una sorta di anestesia che, opportunisticamente, lo abbia inibito dallaprire una pagina che lo avrebbe reso malaccetto nellambiente. Con questo suo Autodaf di un esule Diego Zandel ripaga la sua distanza di allora, un buco della memoria che oggi ha per lui lamaro sapore del tradimento e della complicit. Prefazione di Andrea Di Consoli.
Autodaf di un esule. Nel ricordo delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmatadi - 2025-02-07
Edizioni Rubbettino
ISBN 9788849883046

