Avamposti invisibili. Sul linguaggio e altre cose
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Lorrore nichilistico che da tempo immemore avvolge la vicenda umana meriterebbe il silenzio, lasciando che ogni cosa possa definitivamente sprofondare nellabisso da cui, forse, si originata. Contribuire ad accumulare altre parole, lungo la scia che ci ha condotto al punto in cui siamo, parrebbe non avere alcun senso. E probabilmente cos. Dire qualcosa a qualcuno potrebbe rappresentare lapice della follia, se non addirittura il sigillo della vanagloria di alcuni che credono di essere desti, mentre tutti gli altri sarebbero dei dormienti. Tacere, dunque. Il problema che potrebbe non essere cos e forse le parole sono ancora gli ultimi avamposti per difenderci dallinganno che lo stesso linguaggio mette in scena ogni giorno. Parole, dunque, che tentano di distruggere altre parole, svuotando la scena in cui viviamo da millenni, da che luomo parla. Solo se il linguaggio sincammina lungo il tentativo di cancellare se stesso, potr mostrarsi lessere dopo e oltre le parole? Solo se il linguaggio distrugge la propria visibilit, lessere pu emergere in tutta la propria immensa e abissale evidenza? Parole che possano scomparire nello stesso istante in cui appaiono per lasciare che sia visibile solo ci che hanno indicato: lessere e ci che noi siamo. Parole che siano avamposti invisibili ovvero, dopo linganno del linguaggio, la verit dellessere.
Avamposti invisibili. Sul linguaggio e altre cosedi - 2024-03-29
Edizioni Mimesis
ISBN 9791222305172

