Avrei voluto da giovane solo vivere

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Per cominciare, due cose: il libro di Nadia Alba Agustoni in dialogo permanente con autrici e autori, magnetici e potenti come punti cardinali, ed politico. Due sono anche i temi, fondamentali e cocenti: la lotta di classe, che qui torna e torna, esplicitamente nominata e per due volte definita dalla propria stessa purezza, e il non binarismo di genere. Per trattare in poesia argomenti cos, ci vogliono un tratto leggerissimo e un carattere (umano e tipografico) assai fermo. Agustoni li possiede entrambi, compone testi limpidi come cristalli: realissimi, taglienti e, insieme, visionari. A cominciare dalla struggente malinconia del titolo, Avrei voluto da giovane solo vivere rivendica - senza una lacrima - un desiderio e, soprattutto, un progetto di libert, perch l'esistenza, singola e irriproducibile, di ognuno, costruisce il corpo del quale ciascuno dispone e disporr per tutta la vita, al di l di ogni genere, costrizione, etichetta. Nadir, nome maschile arabo che abita le pagine di questo libro, una variante minima di Nadia, primo nome dell'autrice, che contiene per pure il nome dell'Alba, in luminosa progressione, dal punto pi in basso rispetto all'orizzonte (appunto il Nadir) al sorgere di qualcosa di nuovo. Ma il sorgere - o risorgere - non riguarda soltanto chi scrive, come sempre in Agustoni, bens il plurale che si aggira nelle sue pagine limpide, e include quelli che la societ ritiene scomodi, o irrilevanti, com' pure la classe operaia, quasi socialmente morta, nonostante la schiera di vittime del lavoro, spesso nascoste, spesso dimenticate. Ma che libri di poesia come questo si ostinano a non abbandonare. (Maria Grazia Calandrone)

Avrei voluto da giovane solo vivere

di - 2024-05-01

Edizioni Aragno

ISBN 9788893802895