Bruno Buozzi, ultimo atto. L'eccidio della Storta 80 anni dopo
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Ottanta anni fa, esattamente dopo due decenni dal rapimento e l'omicidio Matteotti, i nazisti ritirandosi da Roma firmavano l'ultima strage compiuta nella capitale, a poco pi di due mesi dalla terribile mattanza delle Fosse Ardeatine. Medesima la dinamica (un colpo alla nuca), identici anche gli esecutori (uno di loro si era gi distinto in quel terribile 24 marzo 1944). Quattordici corpi. Tra di loro, Bruno Buozzi, storico leader sindacale destinato a guidare la nuova CGIL unitaria. Era stato compagno di partito di Matteotti, avendo con lui, Turati, Treves e Kuliscioff fondato il Partito Socialista Unitario. Oggi pi che mai, in un clima di aperto revisionismo storico, quell'evento non solo utile ricordare ma anche reinterpretare criticamente, ponendosi una sola domanda: chi era dalla parte giusta della storia? Il questore Pietro Caruso e Guido Buffarini Guidi, ministro dell'Interno della Repubblica nazifascista di Sal, che redigevano le liste dei martiri delle Fosse Ardeatine, o Buozzi e i suoi tredici compagni di sventura che, come dice la lapide della Storta diedero la vita per la nostra libert? Prefazione di Giorgio Benvenuto. Postfazione di Pierpaolo Bombardieri.
Bruno Buozzi, ultimo atto. L'eccidio della Storta 80 anni dopodi - 2024-07-09
Edizioni Arcadia Edizioni
ISBN 9791256060566

