Brutti, furiosi e bestiali. Le caricature letterarie nell'Italia fascista
Gervasi, Paolo
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Idealmente questo libro andrebbe guardato come una galleria di ritratti, un repertorio di facce, smorfie, corpi, gesti che, visti in sequenza, compongono una paradossale e caricaturale autobiografi a della nazione, come Piero Gobetti definiva il fascismo. Solo che qui non ci sono immagini: le caricature sono fatte di parole, e provengono da romanzi, pamphlet, diari, testi satirici. Da Gadda a Palazzeschi, da Longanesi a Morante, e poi Bassani, Brancati, D'Arrigo, Flaiano, Landolfi, Malaparte, Masino, Moravia, Parise, Soldati e altri: quando rappresenta il fascismo, la letteratura affida alla deformazione fisica un messaggio di sofferenza e disagio. Sfigurando l'immagine umana, la scrittura d voce a un'alterazione emotiva e psichica che una embrionale spesso irrazionale e pre-politica forma di resistenza. La caricatura registra le emozioni di un'epoca storica e denuncia il tentativo del regime di imbrigliare prima di tutto i corpi. Facendone affiorare ovunque di ridicoli e sgangherati, le caricature verbali rovesciano la dittatura emotiva e biologica del fascismo, per rivelare che dietro l'iconografia trionfale e idealizzante non si nasconde altro che una generalizzata grande bruttezza, leggibile nei volti e nei gesti scomposti degli uomini e delle donne.
Brutti, furiosi e bestiali. Le caricature letterarie nell'Italia fascistadi Gervasi, Paolo - 2022-12-16
Edizioni Carocci
ISBN 9788843095759

