Catania fuori campo, 1988, Istituto Statale D’arte
AA.VV.
Non è stato possibile caricare la disponibilità per il ritiro
PREFAZIONE
Un fenomeno complesso, qual è la città, si presta, per sua natura, a molteplici modi di lettura e d’interpretazione con strumenti sempre più affinati anche dalla recente rivoluzione informatica.
Gli autori di questo volume hanno deliberatamente scelto strumenti di lavoro tradizionali - la fotografia, Il rilevo architettonico, l’acquerello, la fonte letteraria
— per presentare al lettore, da particolari punti di vista e secondo le proprie competenze, aspetti poco noti del centro storico di Catania.
L’intento non è quello di ricercare cose curiose, ma di fare emergere, accanto ai tessuti urbani monumentali, una città «altra» fatta di innumerevoli episodi, apparentemente marginali e tuttavia afferenti a contesti culturali ben individuabili.
L’insieme dei testi e delle immagini proposto dagli autori pone diversi problemi: sulla specificità del centro storico di Catania; sul degrado, apparentemente inarrestabile, del patrimonio storico monumentale e dei tessuti edilizi minori; sull’esigenza di adeguare alla vita contemporanea le organizzazioni spaziali pubbliche e private del passato.
Il volume inizia con un’immagine — l’arco del monastero di S. Benedetto in via dei Crociferi — che possiamo considerare emblematica della non lineare vicenda della ricostruzione della città dopo il terribile sisma dell’1 gennaio 1693.
Secondo nuove regole generali, stabilite dal Senato cittadino nella famosa seduta del 28 giugno 1694, è vietata la costruzione di corpi di fabbrica passanti sopra le strade...
Sottolineature a penna.

