Cellini. Il genio e il narciso

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La grande fama di Benvenuto Cellini, autore di una tra le pi appassionanti e coinvolgenti autobiografie del Cinquecento, ha tuttavia contribuito a relegare nellombra la sua produzione artistica, tanto che ancora oggi la conoscenza delle sue opere trascurata nei manuali di storia dellarte: spesso si portati a considerarlo solo un bravo orafo o, tuttal pi, uno stravagante esponente del manierismo, limitando lattenzione alla celeberrima Saliera doro di Francesco I o allo straordinario Perseo, che oggi fa bella mostra di s in piazza della Signoria a Firenze. Ma lartista fu molto di pi e, assieme a Giorgio Vasari, costituisce una delle figure di artista-letterato che meglio pu condurci alla comprensione delle dinamiche complesse che caratterizzarono lultima stagione del Rinascimento. Dopo il suo peregrinare tra Roma, Mantova, Venezia e la corte di Francia, una volta rientrato definitivamente a Firenze nel 1545, il suo principale obiettivo fu affermarsi come scultore, sia attraverso la partecipazione al dibattito poetico-letterario promosso dallamico Benedetto Varchi circa la primazia tra scultura e pittura, sia con la realizzazione di indiscussi capolavori bronzei i busti di Cosimo I de Medici, di Bindo Altoviti e il complesso statuario del Perseo sia con lapproccio alla grande statuaria in marmo, con cui intese ispirarsi al grande Michelangelo. Cellini consider sempre alla stregua di veri e propri figliuoli tutte le sue creazioni, senza alcuna gerarchia, immedesimandosi profondamente in ognuna di esse, in un gioco reciproco di specchi, contendendo spesso il ruolo di ideatore ai pi raffinati intellettuali della sua epoca e quello di committente ai grandi della terra: un vero e proprio Narciso il nostro Benvenuto, che si compiacque di realizzare se stesso in ogni manufatto in cui, anche in assenza di unesplicita firma, poter ostentare la sua prorompente e orgogliosa personalit.

Cellini. Il genio e il narciso

di - 2024-12-10

Edizioni Donzelli

ISBN 9788855226363