Corpi che contano
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Percepire il proprio corpo, prenderne coscienza, mapparne le cicatrici, provando a ricordarsi di quando da bambini si pedalava in bicicletta o si nuotava in piscina, confrontando la propria esperienza limitata con quella dei grandi atleti che hanno fatto delle loro abilit fisiche una professione, e servirsi di questa nuova consapevolezza per scardinare pregiudizi di razza, genere e classe. Partendo da una simile urgenza, Nadeesha Uyangoda indaga il tema complesso del rapporto tra corpo e pratica sportiva, alternando il racconto autobiografico alla narrazione di alcuni momenti storici chiave, in cui lo sport strumento di dominio politico e di egemonia culturale, ma anche grimaldello per abbattere muri e smontare falsi miti ha contribuito in modo determinante a costruire le nostre identit. Esistono davvero gli sport da femmine e quelli da maschi? Quanto radicato il razzismo nelle piste di atletica o nei campi da calcio? vero che certi gruppi etnici hanno una naturale predisposizione alla velocit, alla resistenza, alla sopportazione del dolore? Quanto incide la condizione economica nel determinare laccesso allo sport? E perch lo ius soli sportivo ha saputo guadagnarsi una certa dignit nel dibattito pubblico, al contrario della sua applicazione generalizzata? Il corpo dellatleta allenato, modificato, disciplinato, valutato e mercificato: reso un oggetto diventa cos un prezioso canovaccio su cui vengono incisi i segni della cultura e della biologia, il confine ultimo tra individuo e societ.
Corpi che contanodi - 2024-11-01
Edizioni 66thand2nd
ISBN 9788832973891

