Davanti alla fine del mondo. Appunti filosofici sotto forma di storie per non morire

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Cascio, Mauro


Ecco, i termini per l'appunto. Chi ce lo doveva mai dire che chi avrebbe scritto la nostra fine ci avrebbe colpito non nelle cose, ma nel linguaggio. Le parole semplicemente smetteranno di significare, tutto qui. Niente teatro, niente spettacolo. Ho letto che sar come addormentarsi. E la nostra coscienza sbiadir, lentamente, non all'improvviso, come quando, appunto, ci abbandoniamo al sonno. Delle nostre parole perderemo pian piano il controllo, senza rendercene conto non saranno pi nostre. E senza le parole a costruirci un senso noi non solo non potremo pi dire, ma non potremo pi nemmeno pensare. La fine del mondo non poteva essere una disgrazia qualsiasi, giusto che abbia questa radicalit che non ti aspetti, che colpisca il cuore della vita umana. Il pensiero ci appariva semplice, finch non ci abbiamo riflettuto sopra. Abbiamo appreso la parola penso come, appunto, una parola. il suo uso che non abbiamo mai imparato a descrivere. Che cos' pensare? Un'attivit? Noi ora stiamo pensando? Di qualcuno possiamo dire che corre velocemente, correre senz'altro un'attivit. Da piccoli ci dicevano di sforzarci di pensare, come se fossimo, metti, in bagno. Se io aggrotto la fronte e assumo un'aria grave vuol dire che sto facendo uno sforzo di pensiero? Che differenza c'era tra sforzarsi di correre pi veloce e sforzarsi di pensare? Non ci siamo preoccupati poi tanto di quest'attivit fantasma. Se lo avessimo fatto avremmo scoperto il significato della parola, proprio quello che perderemo. Un poco alla volta. Ma lo perderemo.

Davanti alla fine del mondo. Appunti filosofici sotto forma di storie per non morire

di Cascio, Mauro - 2020-09-07

Edizioni Tipheret

ISBN 9788864965574