Di cielo, di nuvole e di vento
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La luce e laccaduto si sono finalmente ricongiunti/ dopo anni di finzione: questa la morale in fondo positiva che si pu trarre dal nuovo libro poetico di Monia Gaita, che segna lulteriore progresso di un processo di maturazione e di presa di coscienza dei propri mezzi espressivi cominciato gi qualche anno addietro. A ci si aggiunga unaltra conquista pure dordine etico: la progressiva metamorfosi pronominale dellio lirico nel noi non meno antropologico-religioso che storico-esistenziale delle pagine conclusive, per un insieme davvero originale entro il contesto della nostra poesia contemporanea. E lopera della poetessa irpina finisce cos per oscillare fra i due poli della singolarit sensibile e della comunit problematica che coincide con lintero genere umano. Suddiviso in quattro capitoli a struttura poematica, il libro si articola attorno alle dominanti di unorazione funebre che diventa autoconfessione del soggetto in primo piano; teatro di una natura che trascina la puntuale vicenda del racconto in un gorgo di millenni; la feroce ma non disillusa messa in discussione della valenza positiva dello sviluppo storico; e la struttura di unarringa un poco difensiva e un poco accusatoria condotta davanti a una corte giudicante, poich come in Kafka Il crimine compiuto, ma lantefatto ignoto.
Di cielo, di nuvole e di ventodi - 2024-09-26
Edizioni Iride
ISBN 9788864921334

