Disattivare. Un'idea di filosofia
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Filosofia, sociologia, teatro, letteratura: sono questi alcuni degli ambiti dindagine e di sperimentazione che questo libro attraversa con lintento di ritrovare in essi la presenza significativa del motivo della disattivazione, dellinterruzione/sospensione di ci che viene comunemente considerato stabile nelle sue configurazioni e meccaniche di funzionamento. Tale motivo ha una lunga storia, in primo luogo in area antropologico-filosofica (con Paul Alsberg e Gnther Anders), laddove lattenzione si rivolge al rapporto complesso tra le pratiche del disattivare, a livello corporeo e tecnico, e la ricerca di un adattamento pi soddisfacente alla realt, da considerarsi comunque sempre provvisorio, temporaneo. Fadini segue la vicenda intricata del disattivare in spazi teorici che possono risultare anche sorprendenti: ad esempio, quelli propri della ricerca del giovane Deleuze, con la sua riflessione sul tema dellistituzione e dellistinto, e che trovano altri sviluppi significativi nelle pagine dedicate dal filosofo francese a Carmelo Bene e a Samuel Beckett. Se la disattivazione in ogni caso qualcosa che specifica in molteplici modalit il divenire umano, allora si tratta di riuscire a sospenderla a sua volta, sia pure momentaneamente e nei limiti del possibile, al fine di richiamare la stessa provvisoriet/revocabilit delle sue realizzazioni e per riaffermare cos il carattere sempre limitato e parziale di qualsiasi pretesa di messa in ordine della sensibilit e dellintelligenza umane.
Disattivare. Un'idea di filosofiadi - 2024-03-22
Edizioni Ombre Corte
ISBN 9788869482854

