E'respir de grn a primavera

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Come ormai noto, la poesia dialettale romagnola, dopo le grande apertura dei suoi maestri (da Olindo Guerrini a Aldo Spaccicci), ha conosciuto una memorabile stagione nel secondo Novecento per merito dei poeti santarcangiolesi, longianesi, cesenati, cervesi, faentini e ravennati. I suoi successori si sono mossi assai spesso, con una qualche caduta, intorno ai temi della nostalgia (com'era verde la mia valle), delle tradizioni romagnole dell'ospitalit e della tavola (il viandante assetato sa che finch gli offrono acqua in Emilia, quando gli offrono vino in Romagna), dei buoni sentimenti che vivono tra coloro che abitano questa terra benedetta da Dio. Mario Amici non spregia questi temi, propri della gran parte dei poeti vernacolari dei nostri anni, e tuttavia con un taglio suo proprio, che ne definisce l'originalit e lo salva dalla pura e semplice celebrazione del passato. Agiscono anzi in lui l'insistito e affettuoso dialogo con la moglie, ipostasi del valore della donna; il continuo richiamo alla dimensione politica della pace e della guerra; la rappresentazione della crisi di valori che attraversano il nostro tempo, nella quale ritorna la contrapposizione tra il buon tempo antico e il presente tempo di guerra, ma con un taglio etico appassionato. A Mario Amici interessano certamente le ore del giorno, i fulgori dell'alba, la mestizia dei tramonti, l'ondeggiare del grano al respiro del vento, ma pi ancora sente come centrali i legami familiari, la fratellanza tra gli uomini, l'ideale di un mondo in pace, l'amore di donna, nel quale infine sente realizzarsi la suprema felicit e alimentarsi la pi profonda delle gratitudini [Roberto Casalini].

E'respir de grn a primavera

di - 2024-01-01

Edizioni Il Ponte Vecchio

ISBN 9791259783585