Excalibur. Voci di due Avatar da pianeti disseminati nel cosmo
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Due Avatar (Gneo Gaius Fabius e Germanico, rispettivamente Francesco Paolo Intini e Giorgio Linguaglossa), si scambiano missive da due pianeti distanti migliaia di anni luce dopo una gigantesca deflagrazione che ha distrutto il pianeta terra. I due Avatar dialogano. Ne deriva una poesia eccessiva, abnorme, ultronea, ucronica che sconvolge tutti i generi della forma-poesia che abbiamo conosciuto nel Novecento. Una poesia che fa delleccesso e della distopia la propria ragion dessere. Una poesia pop corn, phantasy kitsch o poetry kitchen, fate voi. Si ha una moltiplicazione di scene e di flashback che i due Avatar lasciano liberi di entrare e di uscire dalla pagina in modo ingovernabile, apparentemente sregolato. La scrittura stessa si rifrange in una moltitudine di giochi di specchi. Una dimensione logo-logico-esistenziale si sovra-espone e si sotto-impone al resoconto di eventi cronachistici e immaginari che diventano loccasione per una anamnesi del nostro modo-di-vita. In questa accezione, si tratta di una poesia civica e politica, ma di un mondo dove non c pi politica.
Excalibur. Voci di due Avatar da pianeti disseminati nel cosmodi - 2024-08-01
Edizioni Progetto Cultura
ISBN 9788833566283

