Fictio legis
Thomas, Yan
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Tanto la storia del pensiero giuridico che il senso comune hanno costretto la finzione al ruolo di principale antagonista della realt, dei fatti, dell'ordine naturale e vero delle cose. L'assidua frequentazione della fiction, da un lato, e l'evidenza naturale considerata come un limite o un ostacolo alle operazioni del diritto e della tecnica, dall'altro, ne sono senz'altro le pi palmari e longeve eredit. Contro queste tradizioni, Yan Thomas - in un saggio densissimo che annoda stile e metodo in modo unico offre una vera e propria contro-storia della fictio. Mobilitando i casi che occuparono i giuristi romani, Thomas restituisce la finzione al suo statuto di tecnica eminente del diritto. Pi vera del vero, la finzione quell'arnese che i giuristi hanno impiegato per escogitare soluzioni che la natura o il senso comune sembravano dichiarare impossibili. Solo nel medioevo, assecondando un cambiamento di portata antropologica, la natura finir per imporre i suoi limiti alla creativit cos tipica del diritto romano e al modo tanto speciale che esso aveva di creare il mondo per trasformarlo. Questo drastico cambio di passo indagato da Yan Thomas con tutto il rigore e la spregiudicatezza che caratterizzano il suo gesto teorico. I naturalismi, vecchi e nuovi, che oggi ingombrano il dibattito pubblico con la forza apparente dell'evidenza trovano in questo saggio una smentita cocente e un potente antidoto. Con un saggio di Michele Span e Massimo Vallerani.
Fictio legisdi Thomas, Yan - 2016-05-26
Edizioni Quodlibet
ISBN 9788874628100

