Figlio di cane

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Una panchina. Due uomini. Siedono uno con le spalle allaltro, come sui due lati di un nastro di Moebius. Si parlano, ma non si raggiungono, una parete sottile li separa. Uno interroga la propria memoria lacunosa. Laltro ha fame e vorrebbe diventare un cane. Sulla scena che tiene insieme il loro impossibile essere contemporanei, il loro incontro mancato, nevica, come il 18 febbraio 1978 nevicava a Parigi, mentre gli strilloni diffondevano la notizia che la notte prima lesercito cinese era entrato in Vietnam. Da un dialogo dombre risorgono la figura e le parole di Vladimir Slepian, artista e scrittore senza opera, cinico vagabondo del pensiero nella Parigi degli anni Settanta che, fuggito dallUnione Sovietica, pubblic un unico racconto, Fils de chien, venne accolto nelle pagine di Mille piani di Deleuze e Guattari e poi si dilegu nella sua stessa leggenda. Prefazione di Andrea Cortellessa. Postfazione di Franois Grosso.

Figlio di cane

di - 2024-05-03

Edizioni Mimesis

ISBN 9791222308661