Il cinema neorealista italiano da Roma citt aperta a I soliti ignoti
Brunetta, Gian Piero
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Negli anni inaugurati da 'Roma citt aperta', il pubblico al tempo stesso destinatario e protagonista e lo schermo diventa proiezione dell'anima collettiva. La gente va al cinema per ritrovare le speranze che la guerra ha disperso, per sentir parlare dei propri problemi, per vedere dei personaggi con i quali si identifica in tutto. Il cinema del dopoguerra attraversa, in modo pi o meno inconsapevole, la storia del paese. Per merito di Rossellini e De Sica, ma anche di De Santis, Visconti, Germi, Lattuada, Soldati, Castellani, Zampa e di titoli che in vario modo rientrano nel campo di tensioni del neorealismo, si assiste a una bruciante scoperta dell'Italia, con tutti i suoi problemi e la sua voglia di ripartire da zero. Di fatto, il cinema italiano del dopoguerra riparte da zero e ridisegna interamente l'organizzazione dell'industria culturale. Nel giro di poco la risorta Cinecitt stravincer la lotta impari con il cinema americano, affiancando i capolavori del neorealismo a grandi successi di botteghino come le coproduzioni alla 'Quo vadis?', i film di Tot, le pellicole di Sofia Loren e Gina Lollobrigida.
Il cinema neorealista italiano da Roma citt aperta a I soliti ignotidi Brunetta, Gian Piero - 2009-03-05
Edizioni Laterza
ISBN 9788842089124

