Il colbacco di Boccioni. Un lungo filo russo
Non è stato possibile caricare la disponibilità per il ritiro
Boccioni non faceva mistero del lungo soggiorno in Russia, per ne parlava per frammenti e vagamente, sempre tacendo di Augusta. Tutto fin nel silenzio dopo la sua morte. Fu come svanita quella lontana estate Nel 1906, tre anni prima che Marinetti fondasse il Futurismo, Umberto Boccioni part da Parigi per la Russia in agosto e torn in Italia nei primi giorni di novembre. Aveva ventiquattro anni, era un pittore sconosciuto, segu una giovane signora russa, la sua amante, che assieme al marito tornava a Tzaritzyn, Basso Volga. Fu il viaggio della vita, nel paese pi grande, ancora favoloso nello sguardo occidentale bench insidiato dalla prima rivoluzione e sconfitto dal Giappone. E nulla o quasi si seppe di quel viaggio. In queste pagine se ne parla approfonditamente per la prima volta anche per meglio indagare le successive relazioni darte di Boccioni, avvenute nei primissimi anni Dieci. Relazioni per lo pi mediate da occasioni espositive o da incontri con artisti dellavanguardia russa da Archipenko ad Aleksandra Ekster. Nel suo libro Larciere dallocchio e mezzo Benedict Livsic, testimone autorevole, dice che per i russi il futurismo italiano fu Boccioni. Daltro canto nel cammino di Boccioni compaiono sovente russi e russe. Lartista non avrebbe fatto il suo quadro pi grande e pi noto, La citt sale, se una famosa filantropa di Milano, Sasha Ravizza, non lavesse aiutato. E non avrebbe dipinto Le tre donne se non avesse visto, almeno in riproduzione, la Trinit angelica di Rublev.
Il colbacco di Boccioni. Un lungo filo russodi - 2025-03-28
Edizioni Rubbettino
ISBN 9788849883077

