Il nano Morgante e il ritratto bifronte di Agnolo Bronzino
Corinto, Gian Luigi
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Intorno alla met del 500 Agnolo di Cosimo Allori, detto il Bronzino (1503-1572), dipinse un ritratto bifronte del Nano Morgante, buffone alla corte di Cosimo I de Medici. Lopera completava la risposta, avviata per iscritto con una lettera, che Bronzino dava allinchiesta che Benedetto Varchi aveva lanciato nel 1547 su quale arte fosse maggiore tra pittura e scultura. Risposero otto artisti e vinse facilmente la pittura, con conseguenze estetico-politiche che hanno influenzato la cultura fino ai giorni nostri, stabilendo il primato della vista sugli altri sensi, per esempio il tatto, come mezzo di conoscenza della realt. Locchio vede un mondo che non esiste, lo percepisce secondo la prospettiva lineare e, siccome questa solo negli occhi di chi guarda, produce un modello razionale ma irreale delle distanze, cio dello spazio. Per trattare razionalmente lirrealt serve una buona dose di ironia, attitudine molto seria ma non distribuita equamente tra gli esseri umani. Il Bronzino oltre che pittore era un fecondo poeta burlesco e, certamente seguendo il suo istinto poetico, ha intriso il ritratto del Nano Morgante di una profonda e sottilissima ironia.
Il nano Morgante e il ritratto bifronte di Agnolo Bronzinodi Corinto, Gian Luigi - 2022-12-15
Edizioni Pontecorboli Editore
ISBN 9788833841496

