Il tempo di una notte

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Un'emozione non funziona come un file che si elimina con un click. Se la si interrompe dicendo non niente oppure col lavoro o una distrazione, lei rimane attiva nel corpo. Il sistema nervoso registra l'evento e aspetta il momento giusto per completare la risposta. Le emozioni hanno un ciclo: salgono, raggiungono un picco e scemano, a condizione che le si lasci stare. Se vengono bloccate, si crea una sorta di scheda aperta, che continua a consumare energia. La sera, quando il controllo si ferma, quelle schede rimaste aperte reclamano attenzione. Ecco perch il rimuginio notturno parla spesso la lingua della paura, della vergogna o del rifiuto. La mente prova a chiudere ci che rimasto incompleto, ma lo fa con strumenti poco gentili. Ci si ritrova a ripetere la stessa scena, come se si dovesse trovare la battuta perfetta che, di giorno, non si detta. La notte abbassa il volume del mondo esterno ed aumenta quello del mondo interno. Nel buio, una frase detta male, uno sguardo ambiguo, un messaggio rimasto senza risposta, diventano enormi. Non perch si fragili, ma perch non si hanno pi distrazioni che li coprono. Se qualcosa rimasto in sospeso, di notte la mente lo ripropone con insistenza. Il sonno torna quando si smette di trattare la mente come un nemico e si inizia a trattare l'emozione come un segnale. La paura fa credere che, se non controlli tutto, succeder il peggio. La realt spesso pi semplice: le emozioni vogliono solo essere ascoltate, finalmente, nel momento in cui il mondo tace.

Il tempo di una notte

di - 2026-08-11

Edizioni BooksprintEdizioni

ISBN 9791257943202