Ippocrate morto ad Auschwitz. La vera storia dei medici nazisti
Meotti, Giulio
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Ho sentito dire che avrebbero fatto quella cosa e allora sono andato da loro e gli ho detto: Santo cielo, se li uccidete tutti, almeno prendetegli il cervello, in modo da sfruttare il materiale. Cos Julius Hallervorden, il luminare della neurologia tedesca, spiegher la propria compromissione con il programma di eutanasia del nazismo. Gli esperimenti umani e le ricerche eugenetiche erano allordine del giorno negli ospedali psichiatrici, nelle cliniche pediatriche e nei lager del Terzo Reich. Ma quasi nessun medico o scienziato si dimise in segno di protesta. Anzi, la Fondazione tedesca per la ricerca finanziava apertamente le sperimentazioni, e alcuni prestigiosi istituti, come il Kaiser Wilhelm di Berlino (oggi Max Planck), sfruttarono quel materiale per far avanzare il progresso scientifico, tanto che ancora oggi varie malattie portano il nome di medici nazisti. Lalleanza fra la scienza e lo sterminio non fu sancita da Hitler, ma da unideologia diffusa gi allepoca della liberale e democratica Repubblica di Weimar, che distingueva freddamente tra le vite degne e quelle indegne di essere vissute. Negli ultimi anni prevalsa la tendenza a considerare questi medici come mostri isolati, associando le loro storie a quelle dei tanti sadici e profittatori che si macchiarono delle peggiori atrocit naziste. Ma la realt ben diversa: si trattava, come Giulio Meotti dimostra in questo magistrale libro di inchiesta, di scienziati stimati che, agendo in accordo al sentire comune della Germania di quegli anni, approfittarono della situazione per condurre le proprie ricerche.
Ippocrate morto ad Auschwitz. La vera storia dei medici nazistidi Meotti, Giulio - 2021-01-28
Edizioni Lindau
ISBN 9788833535241

