L'uomo che non voleva piangere
Ferrari, Fulvio
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Maestro del racconto realistico ma anche visionario frequentatore del fantastico, erede della grande tradizione della narrativa sociale svedese e insieme originale ammiratore di Kafka: Stig Dagerman fu tutto questo. Sperimentatore e innovatore, nei suoi romanzi alterna l'adesione alla realt a una poetica dell'assurdo dove gli universi narrativi assumono forti connotazioni simboliche. E questa versatilit emerge anche nei suoi numerosi racconti, che furono in parte pubblicati in vita e in parte raccolti solo dopo la prematura morte dello scrittore. Racconti tra loro assai diversi, e tuttavia in ciascuno ritornano i temi che caratterizzano nel complesso la sua scrittura: il terrore senza nome e senza apparente ragione che attanaglia il protagonista dei Vagoni rossi, la topografia onirica e gli ossessivi sensi di colpa nell'Uomo di Milesia, ma anche il flusso di coscienza in cui in Dov' il mio maglione islandese? il narratore costruisce con un linguaggio duro, cattivo e disperato una versione menzognera e illusoria della propria esistenza per poi, reso confuso e inerme dall'ubriachezza, smontarla e rivelare tutta la propria infelicit, il proprio bisogno d'amore. Dagerman come sperimentatore, dunque, ma il suo sperimentare non mai fine a se stesso: piuttosto l'incessante ricerca di mezzi espressivi che permettano di presentare in modo vivo, quasi violento, le grandi questioni dell'esperienza umana. Anzitutto il senso della sofferenza e poi la costante ricerca di un amore che allo stesso tempo indispensabile e irraggiungibile.
L'uomo che non voleva piangeredi Ferrari, Fulvio - 2025-01-15
Edizioni Iperborea
ISBN 9788870916911

