La pelle. Che cosa significa pensare nell'epoca dell'intelligenza artificiale

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La pelle, quella che d il titolo a questo libro, non solo la sede della sensibilit. anche, in quanto involucro vivente di un organismo volente, quella che si vuol vendere cara, al prezzo pi alto possibile, in ogni momento della nostra vita; che ci attira verso un altro vivente per imperscrutabili questioni di pelle; o che pu renderci amici per la pelle; o ancora quella che vorremmo fare o che vorremmo farci. Ossia un impasto di sangue, sudore e lacrime che nessuna macchina potr n vorr mai imitare. Ci premesso, metto in attesa la pelle e passo al silicio. Che cosa manca al burattino per diventare un bambino? Che cos'abbiamo noi che l'intelligenza artificiale non possieda? A credere a quel che si legge, niente: i computer pensano, e meglio di noi, tanto vero che ci portano via il lavoro. Ma a rifletterci un poco, le differenze ci sono eccome. I computer non vivono, non muoiono, non hanno paura, non si annoiano, e soprattutto non vogliono. Impassibili, registrano le nostre azioni e passioni, e hanno bisogno del nostro prompt proprio come un vampiro ha bisogno di sangue. Basta saperlo, e passa la paura. Quel sangue che alimenta il web, l'intelligenza artificiale, il grande archivio della vita umana, nostro, e deve tornare a noi. Ma questo non potr mai aver luogo se non capiamo che quello che abbiamo scaraventato in cielo e trasformato in una entit malvagia e minacciosa siamo noi e soltanto noi, nel nostro sapere e nella nostra insipienza, nelle nostre speranze e nelle nostre disperazioni. Purtroppo. O per fortuna, se saremo capaci di cavare dei fiori da tutto quel letame.

La pelle. Che cosa significa pensare nell'epoca dell'intelligenza artificiale

di - 2025-05-16

Edizioni Il Mulino

ISBN 9788815391315