La via selvatica. Storie di umani e non umani
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Un giorno James Clifford, uno dei pi noti antropologi contemporanei, fu invitato dal suo amico Jean-Marie Tjibaou, un Kanak della Nuova Caledonia, a visitare la sua trib natale. A un certo punto, dalla sommit della collina, Clifford vide alcune abitazioni in mezzo a una radura nella foresta. Dov casa tua?, gli chiese. Tjibaou lo guard, apr il palmo della mano muovendolo a 360 gradi, invitandolo a osservare linsieme del paesaggio e gli disse in francese: Cest a la maison! ( questa la casa!). Casa fuori di noi, linsieme delle relazioni che abbiamo con gli umani e con gli altri esseri che vivono con noi qui sulla Terra. Dobbiamo la vita a forze ed esseri selvatici, incolti, che vivono cio fuori dai confini delle culture intese come spazi simbolici. Lincolto la nozione di cui abbiamo bisogno per uscire da quella contrapposizione tra natura e cultura che continua a colonizzare le nostre menti. Lincolto non il caos: la vita che si organizza, che germoglia, che si stratifica come i coralli, che si incontra e si scontra, la vita che rinasce continuamente nei dintorni di quella organizzazione che chiamiamo cultura. Lincolto un aspetto del mondo che viviamo e della condizione umana. Non un caso che alcune societ lo abbiano sacralizzato e spesso posto al centro di rituali, proteggendolo dallinvasivit e dallavidit umana con norme e divieti. in gran parte nellincolto o nel semi-colto delle foreste e degli oceani che si produce lossigeno che respiriamo; nei greti dei torrenti e nelle forre sotterranee che si accumula lacqua che beviamo. Gli dobbiamo lesistenza e, anche se non sempre lo riconosciamo, lincolto ha una sua vita, un assemblaggio di progettualit che prescindono da noi; lincolto si cura di noi. Noi siamo incolto.
La via selvatica. Storie di umani e non umanidi - 2024-03-15
Edizioni Laterza
ISBN 9788858154113

