Le sventure della virt

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Spatola, Adriano


fra il 23 giugno e l8 luglio 1787, alla Bastiglia, nella sua stanza della Seconda Libert, che il marchese de Sade, nonostante una dolorosa malattia agli occhi, redige senza posa il racconto filosofico Le sventure della virt. Completo nella sua prima stesura, destinato allora a far parte dei Contes et Fabliaux du XVIIIe sicle che il prigioniero stava scrivendo, Le sventure doveva subire notevoli modifiche a partire dallanno seguente [...]. La sua teoria preferita vi si sviluppa gi in uno spirito sistematico. Molte virt punite sono offerte alla riflessione del lettore: la castit (episodio di Dubourg); il rifiuto di rubare (Du Harpin); quello di associarsi a una banda di malfattori (nella foresta di Bondy); quello di prestarsi a un avvelenamento (M.me de Bressac); il fatto di opporsi alla dissezione di una fanciulla viva (Rodin); la piet (leroina vuole accostarsi ai sacramenti: i monaci la violentano); infine la beneficenza (episodio del capo dei falsari e del bambino salvato da un incendio). Nelle Sventure della virt come nei migliori racconti dei Crimes de lamour, il marchese de Sade si elevato allaltezza dei migliori scrittori europei del genere. Che vivezza nella narrazione, che energia nei dialoghi, come resta puro il suo lessico nel mezzo degli orrori che ci riferisce, come sa straziarci il cuore la sua maestria nelle gradazioni!. (Dallo scritto di Gilbert Lely)

Le sventure della virt

di Spatola, Adriano - 2025-06-03

Edizioni SE

ISBN 9788867239290