Lettere
Teresa d'Avila (santa)
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Dall'Introduzione di padre Egidio di Ges: Non si conosce cos bene un individuo come attraverso la sua corrispondenza privata. Senza le preoccupazioni della pubblicit, l'individuo manifesta meglio se stesso. All'amico non si ha nulla da nascondere, perch tutto in comune. I rapporti con i conoscenti sono improntati a una maggiore libert, senza il bavaglio delle convenienze che tarpano le ali e imprigionano lo spirito entro formule ricercate, spesso non sincere. Gli affari che toccano gli interessi o stuzzicano le pi intime suscettibilit mettono a nudo i sentimenti dei singoli, che spesso appaiono, con sorpresa, piedi di cupidigia, di acrimonia ed egoismo. Insomma, la corrispondenza privata lo sbocco di quella spontaneit di sentimento che mette in mano all'indagatore il filo per scrutare le anime: una sola lettera vale, a questo scopo, pi di mille pagine di stampa. Con la persuasione che il proprio scritto epistolare non ha che la vita di un giorno e di un solo lettore, non si cura tanto la ricercatezza dello stile, per amore del quale molte volte si sacrifica il pensiero, non si ha la preoccupazione di badare a nascondersi o ad apparire migliori, perch al destinatario gi noti: si agisce semplicemente, spontaneamente, come in una conversazione privata, senza fronzoli di retorica, senza apparati di ufficialit, ma in umile veste da camera, molto atta a manifestare quali si . Santa Teresa di Ges ha scritto opere importanti che la fanno un astro di prima grandezza nel cielo della Chiesa. Ma incompleto il concetto che si ha di lei fermandosi soltanto a quelle opere. Queste ci manifestano la donna eccezionale, che, dotata di rari dono di natura e di grazia, tocca la terra soltanto con i piedi mentre la sua anima sempre nell'azzurro; la donna che discende dal Sinai delle pi intime comunicazioni divine con in mano le tavole rinnovate della legge per dar vita ad una riforma, alla quale si sono invano applicati, e a pi riprese, uomini d'ingegno e di coraggio; la donna che non sdegna nel Cammino di perfezione di dimenticare le sublimit delle vette raggiunte per balbettare con gli incipienti le prime parole della perfezione e adattarsi al loro incerto camminare, ma che poi, nel Castello, prese le ali dell'aquila, si slancia poderosamente, di tappa in tappa, fino alle mansioni supreme, oltre le quali, su questa terra d'esilio, non v' nulla da desiderare; la donna dal cuore ardente, dal coraggio indomito, dalla chiaroveggenza lungimirante, che riempie di stupore le menti, suffraga del suo nome le disquisizioni dei mistici, e fa esclamare al padre Faber: Non ringrazieremo mai abbastanza Iddio d'averci dato una santa Teresa di Ges. Dall'Autobiografia al Castello Interiore tutta un'ascesa luminosa, in cui non si sa se pi ammirare la grandiosit dell'impresa o l'energia del carattere, la sublimit dell'argomento o la semplicit della forma. Ma santa Teresa non tutta qui. Abbiamo solo le linee fondamentali del quadro: i particolari ci sfuggono, le sfumature non sono ancora tratteggiate. ...
Letteredi Teresa d'Avila (santa) - 1983-03-28
Edizioni OCD
ISBN 9788872299609

