Marcellino pane e vino VHS di Ladislao Vajda, 1955, Columbia
Ladislao Vajda
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Spagna, XIX secolo. Nel giorno di san Marcellino, un frate francescano si reca in paese per andare a visitare una bambina gravemente malata, mentre tutto il paese sta salendo la collina per andare al convento sulla tomba di san Marcellino; il frate inizia allora a raccontare la storia del convento e di quest’ultimo.
Finita la sanguinosa guerra tra francesi e spagnoli, tre frati francescani chiedono al sindaco, Don Emilio, di poter riassestare il vecchio castello per riadattarlo a convento; il sindaco dà il consenso e tutta la popolazione aiuta i tre frati nell’intento. Dopo poco tempo il convento è costruito ed inaugurato. Una mattina, il frate portinaio trova alla porta un cestino con dentro un neonato che piange, poiché ha fame e sete; i frati lo battezzano e gli danno il nome di Marcellino perché è stato trovato il 13 settembre, giorno dedicato appunto a San Marcellino. I frati vorrebbero affidarlo a qualche famiglia, ma nessuno è in grado di mantenere un altro figlio, viste le condizioni di miseria in cui vive la popolazione. Passano gli anni e Marcellino è un bambino di sei anni robusto e forte e tratta tutti e dodici i frati come padri, assegnandogli anche dei nomignoli in base alla funzione che svolgono (come fra Pappina, fra Malato e fra Din Don), ma sente molto la mancanza di una figura materna, infatti fa ai frati molte domande sulle madri...

