Musica in nero. Il campo discorsivo del jazz
Sparti, Davide
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Il jazz non solo musica, pure un insieme di concezioni, teorie, racconti, film, documentari, fotografie. Tutto ci ha contribuito a dare forma a un immaginario tanto bianco quanto nero, poich se la musica una creazione afro-americana, il discorso sul jazz rischia di separarla dai corpi che la producono, e dal loro colore. Il jazz deve dunque essere considerato un fatto sociale totale, un insieme di fenomeni nei quali sono implicati pratiche, discorsi e rappresentazioni. Adottando un approccio non musicologico ma ad ampio spettro, questo libro insieme una nuova storia sociale del jazz, un tributo alla cultura afro-americana (la quale, privata di riconoscimento e di linguaggio, ha appunto inventato il jazz) e un tentativo di ritrarre il jazz attraverso quattro forme di rappresentazione di tale musica. Il discorso primitivista vede il jazz come musica inferiore e selvaggia, contrapponendo al mondo istintivo dei suoni il mondo civilizzato dei testi. Espressione dell'epoca metropolitana e meccanizzata, il discorso modernista collega il jazz all'industria culturale, alla standardizzazione e al consumo. Il discorso politico intreccia il jazz alle rivendicazioni dei movimenti per i diritti civili sorti negli anni sessanta. Il discorso sperimentalista, infine, riflette l'impatto del jazz sulle avanguardie artistiche.
Musica in nero. Il campo discorsivo del jazzdi Sparti, Davide - 2007-03-15
Edizioni Bollati Boringhieri
ISBN 9788833917566

