Notre-Dame de Paris di Victor Hugo, 2003, La Repubblica
Victor Hugo
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Parigi, 6 gennaio 1482. In quel giorno, da tempo immemore, oltre alla solennità dell’Epifania viene celebrata la festa dei folli, una manifestazione popolare culminante nell’elezione del papa dei folli. Quel giorno, al Palazzo di Giustizia viene messo in scena un mistero teatrale in onore della principessa Margherita di Fiandra, scritto dallo squattrinato poeta Pierre Gringoire in occasione dell’arrivo a Parigi dell’ambasciata fiamminga. Sfortunatamente per l’autore, ben presto l’attenzione del pubblico si sposta sugli ospiti fiamminghi, uno dei quali, annoiato dalla rappresentazione teatrale, propone di organizzare una gara di smorfie allo scopo di eleggere come papa dei folli colui che avesse sfoggiato la smorfia più grottesca. L’idea riscuote grande successo presso gli astanti, entusiasti al punto da partecipare in massa. La gara termina con l’elezione a papa dei folli di un inconsapevole Quasimodo, deforme campanaro della cattedrale di Notre-Dame, suo malgrado partecipe alla gara. La folla, euforica e oramai del tutto dimentica del lavoro teatrale, abbandona il Palazzo di Giustizia e si precipita nella piazza, attratta dall’esibizione di una giovane zingara, Esmeralda, assieme alla sua graziosa capretta di nome Djali...
Timbro in prima pagina.

