Paranoid Park
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Padua riesce a dare fuoco alla frase italiana: la coltiva, la nutre, ne insegue la forma e lordine e, infine, per brevi scatti di nulla e spostamenti essenziali, la sovverte e la sfalda, la riporta nuda alla bocca e alla voce che dice. In una girandola di ossessive prose brevi e percussivi versi frase, in un lingua scarica, arresa, didascalica, sterile terra arida , tutto il nostro contemporaneo discorrere si fa inquietudine e incendio, cecit e paradossale insistenza in una visione allucinata per continui slogamenti, fratture, incubi. Chi parla sembra non poter smettere mai, animato da una vitalit infinita sebbene residuale, ottusa quanto brutale, ma che mai pone il proprio dire fuori del controllo di una paradossale ragione immacolata. Per via di questa quasi innocente necessit logica, la lingua di Padua quella di chi si schiera, di chi partecipa sempre alla storia, paradossalmente militante al di l del profitto e dello scacco e cos resta in un estremo, sia esso urlo o bisbiglio, attaccato a una fine perenne, imminente, che non ha conclusione. Ne emerge un universo come un teatro tranquillo di guerra, dove tutto immobile e tutto va contro tutto. Compito del lettore, insieme a questa lingua, quello di abbandonarsi, disintegrarsi in unimmanenza ineluttabile che ci che resta alla fine di ogni retorica: Quando esplodi cristallo, nello stesso frangente, reagisce lo spazio a contrarsi, e ci disintegriamo, senza oltre. (Tommaso Di Dio)
Paranoid Parkdi - 2024-10-08
Edizioni La Vita Felice
ISBN 9788893468329

