Passeggiando sull'app antica. Aforismi
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Per costruire un discorso necessario partire da una tesi. Trovare argomenti, prove, ragionamenti, un vocabolario coerente, dispositivi di affermazione e di confutazione. Un discorso presuppone una coscienza, una soggettivit che tiri le somme. E un disegno unitario. Al contrario, l'aforisma sospende regole condivise e princpi coerenti. A volte forza la mano del suo autore portandolo a mimetizzarsi, se non addirittura a contraddirsi. Altre volte ha l'aria di essere una svista verbale, un errore grammaticale, un refuso, un disturbo della comunicazione, un lapsus freudiano, un non senso. In un punto cade una vocale, in un altro s'intromette una consonante. Qui un termine ne sostituisce un altro che acusticamente gli somiglia. L un prefisso che non t'aspetti a dare alla frase un senso differente. E il tutto accade in una manciata di parole, nello spazio di una riga massimo due, in una frazione di secondo. Come un lampo, una saetta che corre veloce sulla pagina o sulla bocca. Per dirla con de Saussure, l'aforisma prende la langue e, con la parole, ne fa quello che vuole. Usa il patrimonio collettivo codificato e tramandato per elaborare con discreta indipendenza le proprie trasgressioni. Realt e parole, due mondi che normalmente si corrispondono, si allontano cos l'uno dall'altro. E per fortuna, perch l'uno legato alle esigenze della necessit e della logica, e l'altro a quelle dell'immaginazione e dell'arte combinatoria.
Passeggiando sull'app antica. Aforismidi - 2025-02-28
Edizioni Giuliano Ladolfi Editore
ISBN 9788866447528

