Pensare stanca. Passato, presente e futuro dell'intellettuale
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Qual stato il ruolo degli intellettuali nel secolo scorso? David Bidussa individua due fasi distinte ma contigue: la prima coincide con legemonia dei partiti politici di massa, la seconda va dallinizio della loro dissoluzione fino alle soglie dellattualit. La prima fase caratterizzata da figure che si configurano come dissidenti impegnati, intellettuali infedeli. Sono Walter Benjamin, Simone Weil, Victor Serge ma anche Hannah Arendt, Albert Camus, Ignazio Silone, Nicola Chiaromonte e Furio Jesi. La seconda fase, che si dipana dallinizio degli anni settanta fino al secondo decennio del ventunesimo secolo, caratterizzata dallinsorgenza di movimenti e dalla lenta crisi delle democrazie rappresentative. Gli intellettuali assumono allora il ruolo di chi mette in guardia dai rischi del tempo presente, di chi indica i nodi o i temi rispetto ai quali il senso comune non ha gli strumenti per rispondere. Non sono pi intellettuali infedeli, ma intellettuali radicali. Tra di loro Susan Sontag, Edward Said, Tony Judt, Zygmunt Bauman e Tzvetan Todorov. Pensare stanca non per una storia degli intellettuali, ma una riflessione quanto mai necessaria sulla loro metamorfosi nel corso del Novecento, che si conclude con una domanda: cosa rimasto dopo di loro, esistono oggi voci che hanno ereditato quella funzione? Insomma, c un futuro per gli intellettuali? Qual stato il ruolo degli intellettuali nel secolo scorso? E, soprattutto, c ancora un futuro per gli intellettuali?
Pensare stanca. Passato, presente e futuro dell'intellettualedi - 2024-10-22
Edizioni Feltrinelli
ISBN 9788807174711

