Piccola medicina di Anna Secchi Goglio, 1977, Fratelli Fabbri Editori
Anna Secchi Goglio
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L’insidia più pericolosa, quando si scrive un libro di questo tipo, è che gli scopi ne vengano fraintesi; infatti esso non deve essere considerato solo un libro di tipo divulgativo nel quale, a costo di drastiche semplifica-zioni, si cerchi di spiegare cose difficili in modo tale da renderle comprensibili a tutti, né un libro che insegni a « fare da sé » quello che normalmente deve essere fatto con l’aiuto di un esperto, cioè del medico.
Questo libro nasce piuttosto dalla costatazione che il rapporto tra chi possiede un sapere specifico e chi tale sapere specifico non ha non è sempre tra i migliori. Ciò che rende difficile questo rapporto è spesso la mancanza di alcune conoscenze parte del paziente.
Il primo scopo di questo libro è proprio quello di cercare di colmare il vuoto tra paziente e medico. Non è suo intendimento trasformare tutti in tanti medici (ci vorrebbe ben altro!) né tanto meno sollecitare una medicina casalinga i cui effetti potrebbero essere deleteri, ma fare in modo che il colloquio tra medico e paziente avvenga, nell’interesse di entrambi, su un terreno parzialmente conosciuto anche dal paziente.
Il problema però non è solo quello del rapporto tra medico e paziente ma anche quello tra medico, paziente e farmaco. Medico e farmaco sono due entità ormai associate nell’opinione comune: se siamo malati occorre andare dall’uno per ottenere il secondo e così cercare di guarire. L’esperienza ci porterà ad avere più o meno fiducia verso un determinato medico o un determinato farmaco, ma raramente saremo disposti a capire il modo in cui agiscono sia l’uno che l’altro.
Ormai non vi facciamo più caso, ma i nomi delle medicine sono tra i più incomprensibili e raramente hanno un rapporto chiaro con il male che intendono guarire; le confezioni sono svariate, le dosi altrettanto e ugualmente le scadenze. Orientarsi è spesso difficile e per non commettere errori non vi è che un mezzo: cercare di rendersi ragione dei legami intercorrenti tra il malanno e la medicina. Questo è ciò che dobbiamo chiedere al medico e al farmacista di chiarirci.
Senza ambizione allora possiamo dire che questo libro intende portare un piccolo contributo alla formazione di un cittadino più cosciente anche quando si trasforma in paziente, cioè di un cittadino più civile.

