Presente storico - G di Raffaele Antini, 1989, Forum/quinta Generazione
Raffaele Antini
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La scrittura in versi organizza la pagina.
La sua pronuncia organizza il tempo.
Il bianco che circonda il verso lo moltiplica negli infiniti rapporti grafici.
Il silenzio che ne inghiotte la dizione si riempie dei suoi infiniti rinvii acustici.
La poesia comincia oltre il margine della scrittura.
La poesia nasce dove muore il suono.
La poesia vive per una sottrazione di spazio e di tempo, La poesia fa buchi, colloca vuoti.
La poesia è più che inutile: é utile al nulla.
Il reale quotidiano muore addizionando, il reale impone oggetti, disordina lo spazio.
Ha il sussiego dell’utilità: la sua hybris, puntare al Tutto.
Il reale storico usa l’io a fini imperialistici.
La poesia celebra l’io a fini carnascialeschi.
La storia riduce la natura a una scrittura dell’Uomo.
La poesia scopre un uomo anche nel remoto cuore della
(Natura.
La Storia cancella gli uomini nella vanità del cosi è.
La Poesia scrive la storia dell’uomo nell’umiltà del Cosi
(Come.
R.A.
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PRESENZA DI UNA FIRMA IN PRIMA PAGINA.
PJR

