Primo Levi e i suoi compagni. Tra storia e letteratura
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Voi che vivete sicuri/ Nelle vostre tiepide case [] Meditate che questo stato:/ Vi comando queste parole: con versi indimenticabili, di taglia dantesca, si apre il racconto di Se questo un uomo, un testo che diventato nel tempo il libro su Auschwitz, sullorrore del Novecento. Ma che cosa intende Primo Levi, quando dice voi? Cosa, quando dice io? E cosa, quando dice noi? Nel modo in cui lautore, maestro di lingua italiana, ha strategicamente impiegato e piegato i pronomi personali si annida il groviglio del bene e del male, dellinnocenza e della vergogna nella Shoah: lidea, insieme, di unappartenenza e di una distanza, ma anche il tarlo del senso di colpa, e la responsabilit che da esso deriva. A partire da queste domande, Sergio Luzzatto torna a interrogarsi sulla figura di Primo Levi per ricostruire la storia dietro la scrittura, risalendo la strada che dai personaggi di Se questo un uomo conduce fino allidentit reale dei suoi compagni di deportazione, degli ebrei dEuropa con lui costretti sul fondo. Chi erano i membri del Kommando chimico di Auschwitz-Monowitz? E chi erano, in particolare, i compagni rappresentati da Levi quali personaggi negativi o addirittura abietti, luciferine incarnazioni del male? Forse Primo Levi sarebbe diventato uno scrittore anche se non fosse stato deportato ad Auschwitz. Certamente sarebbe stato uno scrittore diverso, se la storia del Novecento non avesse segnato per sempre la vita del giovane chimico attraverso lesperienza di quel buco nero. Per questo, anche con la strumentazione degli storici che le sue opere chiedono oggi di essere rilette. Per dipanare i fili di un intreccio continuo e problematico tra il fatto storico e la trasfigurazione letteraria.
Primo Levi e i suoi compagni. Tra storia e letteraturadi - 2024-08-30
Edizioni Donzelli
ISBN 9788855226080

