Pugno di ferro in guanto di velluto. La censura e l'«Antologia» di Vieusseux
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Paolini, Gabriele
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La censura toscana della prima metà dell’Ottocento è stata oggetto nel corso del tempo di numerosi studi, spesso incentrati sull’attività dell’Ufficio Censura di Firenze, incaricato di concedere le autorizzazioni per la stampa e di controllare la circolazione di libri e periodici provenienti dall’estero.I documenti raccolti nel volume si concentrano sull’«Antologia» di Gian Pietro Vieusseux, che negli anni della sua pubblicazione (1821-1832) fu spesso sottoposta alle misure repressive delle autorità granducali: quest’ultime, dopo crescenti rifiuti di testi sottoposti all’autorizzazione preventiva, posero fine alla testata. Le lettere, i rapporti, le annotazioni, gli articoli tagliati e respinti, dimostrano quanto invasivo fosse il controllo da parte dei censori e come venissero fortemente ridimensionati gli obiettivi e gli aspetti innovatori del periodico. Dominano queste pagine le figure del principe Neri Corsini, titolare della Segreteria di Stato e giudice di ultima istanza per ogni dubbio sugli articoli, di Aurelio Puccini, presidente del Buon Governo, ovvero del dicastero di polizia, ma soprattutto del padre scolopio Mauro Bernardini
Pugno di ferro in guanto di velluto. La censura e l'«Antologia» di Vieusseux
Pugno di ferro in guanto di velluto. La censura e l'«Antologia» di Vieusseux
di Paolini, Gabriele - 2022-02-24
Edizioni Polistampa
ISBN 9788859622390
Pugno di ferro in guanto di velluto. La censura e l'«Antologia» di Vieusseux

