Ripensare il teatro. Il rapporto tra teatro e pubblico alla luce delle nuove teorie cognitive

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La comunicazione tra scena e platea era pensata provenire separatamente da emozioni e pensiero. Gli studi neuroscientifici hanno messo in luce che lemozione parte costituente del modo di essere e di pensare e informa la cognizione. Inoltre la scoperta di Rizzolatti e team dei mirror neurons che permettono la stessa sensazione corporea e uditiva in chi vede e chi ascolta inducono a riflettere sulla centralit del corpo nella comunicazione con lo spettatore. Il corpo conosce e la musculatura ha una sua memoria dellazione di Decroux e Artaud, ricercati da Grotowski col lavoro sui risonatori, trovano conferma scientifica e informano la ricerca sulle propriet del suono, delle sensazioni e della parola dellanglosassone Simon McBurney, tra gli altri. Gli studi di Edelman e Damasio hanno evidenziato che la mente procede in primo luogo per associazione metaforica e Fauconnier e Turner hanno teorizzato che il pensiero progredisce per integrazione concettuale. Questo spiega il blending tra attore e personaggio che lattore deve fare e che anche lo spettatore fa, ma in modo molto pi complesso, apportando i propri quadri di associazione. Le ricadute di questi ritrovamenti sulle nuove regie e sullo spettatore sono esplorate nel teatro di Sarah Kane, in quello di Ivo van Hove, mentre lo spettatore si scopre avere un nuovo ruolo nel teatro immersivo e in quello digitale.

Ripensare il teatro. Il rapporto tra teatro e pubblico alla luce delle nuove teorie cognitive

di - 2025-04-22

Edizioni Mimesis

ISBN 9791222320632