San Paolo della Croce e le clarisse piombinesi

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L'11 dicembre 1256, con sua Bolla, Papa Alessandro IV concesse alle Monache Clarisse di Massa Marittima, che l'avevano richiesta a sollievo della loro estrema povert, la famosa Abbazia di San Giustiniano di Falesia, o Faliegi, alle porte di Piombino, con tutti i suoi beni, ormai abbandonata dai Monaci Beendettini. Appena un anno dopo, il 5 dicembre 1257, Fra Rinaldo da Tocco negli Abruzzi, Cappellano e Penitenziere del Papa, che doveva essere Delegato, almeno in Toscana, per i Monasteri, per autorit del medesimo Papa esonera una tale Suora B., Abbadessa del Monastero di Massa, da tal carica, e la elegge Abbadessa di Faliegi, dove si recher con alcune altre Monache ad aprire il nuovo Monastero, che dichiara del tutto indipendente da quello di Massa. L'Abbazia assunse in seguito la nuova dedicazione a Santa Maria, dal nome di altra Chiesa suburbana appartenuta ai Monaci e pi vicina alla citt, presso cu le Religiose stabilirono il proprio Monastero. Sicuramente alcune avversit e difficolt non mancarono nella vita consuetudinaria del Monastero, il quale, fra gli alti e bassi causati alle vicende politiche di Piombino, e con fasi di alta luminosit, come l'esperienza apportata dalle predicazioni di San Paolo della Croce, port avanti onorevolmente la propria esistenza fino al 1806, cio fino alla soppressione decretata dalla Principessa Elisa Bonaparte e dalle leggi napoleoniche.

San Paolo della Croce e le clarisse piombinesi

di - 2024-10-24

Edizioni La Bancarella (Piombino)

ISBN 9788866152989