Scritti sulla scultura

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Rosso, Medardo


Le lettere di Rosso sono dei capolavori di composizione calligrafica. Cominciano su un angolo della carta, e poi continuano a risvoltar via come un gioco di pazienza, lasciando i centri bianchi e rincorrendo gli angoli. E vi si rincorrono italiano, milanese e francese: idee e polemiche, frasi fisse e scatti inattesi. Non si possono copiare. Si dovrebbero riprodurre in clich, come un disegno. Con queste parole Raffaello Giolli sintetizzava la grafia vulcanica, veloce, irregolare e generosa dellamico. Medardo Rosso, come un fiume in piena, ha riversato sul foglio riflessioni e annotazioni, esclamazioni e modi di dire, parole inventate e termini letterari senza badare a regole grammaticali, a strutture sintattiche o a logiche semantiche n, tantomeno, al bello scrivere perch, come lui stesso ha detto, quando c poca roba dentro fai del bello scrivere e il bello scrivere il contrario del buon pensare. Ripeteva con la penna quello che andava facendo con la cera, il gesso, il bronzo: rompere con i canoni classici, con gli schemi; sfondare gli argini della sintassi. E questivresse grafica ha certo la sua origine nell'indole ardita ed espansiva delluomo, ma anche (e soprattutto) nello spirito dellartista, nel genio di quello scultore che Margherita Sarfatti, a ragione, ha definito come una delle poche glorie autentiche dellarte moderna italiana. Queste turbolente confessioni racchiudono significative dichiarazioni di poetica, interessanti e poco praticate teorie formali e compositive, oltre che la chiave di un impegno artistico svolto sempre all'insegna di un rigore e di uninflessibilit senza eguali. (Lorella Giudici)

Scritti sulla scultura

di Rosso, Medardo - 2019-12-03

Edizioni Abscondita

ISBN 9788884168160