Scrittori italiani di viaggio. Vol. 1: 1700-1861

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Le geografie conosciute e frequentate subiscono una continua modificazione nel corso del tempo: nel Settecento, ad esempio, Sud significa solo la stretta striscia d'Africa che si affaccia sul Mediterraneo, mentre in epoca colonialista tutto il Continente Nero passato al setaccio, prima delle avventure antartiche in voga nel Novecento; cos si dilatano anche le altre parti del pianeta visitate dagli italiani (l'America si riempie poco a poco, l'Australia conosciuta per ultima). Cambia la concezione del viaggio, dall'esplorazione solitaria, alla missione scientifica organizzata, fino al viaggio borghese dominato dalla voga della passeggiata. Cambiano i mezzi di trasporto: se Andreani sale in cielo su un areostato, nel Settecento c' la carrozza, e nell'Ottocento compaiono la bicicletta e il treno, orribile mostro cantato da Carducci. Una sezione dell'antologia dedicata all'Italia: non affatto vero che gli italiani non conoscono il proprio paese, n che sono stati viaggiatori pigri. L'antologia (che conta una sessantina di autori) presenta testi non solo letterari, perch a scrivere di viaggio sono stati certo grandi scrittori, ma anche scienziati, religiosi, diplomatici, politici, militari, avventurieri e spie, giornalisti, e persino personaggi semplici, autori di ricordi sorprendenti nella loro ingenuit. Il cappello introduttivo dei brani ne presenta l'autore, inserendo il testo nella tradizione specifica e fornendo indicazioni su altre opere e su altri viaggiatori.

Scrittori italiani di viaggio. Vol. 1: 1700-1861

di - 2008-04-08

Edizioni Mondadori

ISBN 9788804548065