Segreti e virtù delle piante medicinali di Aa.vv., 1980, Selezione Reader’s Digest
Selezione Reader’s Digest
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È indubbio che il primo tentativo terapeutico di ogni tempo sia stato fatto con le piante medicinali. L’osservazione casuale che una foglia, posta su una ferita, dava sollievo, o procurava più rapida guarigione, non sfuggì all’uomo primitivo, attento osservatore della natura. Sorse, così, una fitoterapia completamente empirica, che, attraverso un lentissimo cammino nei secoli, sta raggiungendo il suo posto fra le scienze mediche sperimentali. Ancora oggi il mondo vegetale non ha rivelato tutti i suoi segreti e la sua magia, nonostante i metodi d’indagine sempre più razionali e rispettosi delle fini strutture naturali.
Al sorgere della chimica farmaceutica e con la scoperta del rapporto tra attività farmacologica e dose del farmaco, l’utilizzazione delle piante come medicamenti è andata progressivamente diminuendo. Il farmaco di sintesi fa tuttora una concorrenza spietata: perché di esso si può conoscere la composizione, la struttura del principio attivo e, quindi, la dose applicata che, nell’impiego terapeutico, è la prima garanzia che l’attività prevista e desiderata si verifichi. Al contrario, data la variabilità di composizione e l’incerta conoscenza della pianta, il relativo preparato vegetale poteva tornire risposte terapeutiche imprevedibili o quanto meno indesiderate.
Attualmente, questo inconveniente è però largamente superato, e la fitoterapia può disporre di preparati con i quali la relazione dose-effetto è tranquillamente prevista e soddisfatta. Questo è il motivo fondamentale per il quale la fitoterapia ha trovato la sua collocazione fra le scienze mediche e va assumendo il giusto credito...

