Semi preziosi di Giambattista Rapisarda, 2019, Etnafiumefreddo Srl
Giambattista Rapisarda
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Prefazione
Se si riuscisse a contrarre il tempo dell’esistenza del nostro pianeta in un anno, l’uomo si presenterebbe sulla scena del mondo alle 23,45 circa del 31 dicembre e il tempo della storia scritta sarebbe limitato agli ultimi 60 secondi dell’anno.
Per quanto ci si sforzi a non lasciarsi impressionare da certe frasi, nemmeno il lettore più distratto può fare a meno di turbarsi di fronte ad una simile rivelazione. Allo shock iniziale, tuttavia, è bene far subentrare una pacata considerazione che induca a ridimensionare ansie e paure.
È vero: il nostro viaggio è breve, ma proprio per questo è necessario non sprecarlo.
Questo lavoro di P. Giambattista Rapisarda solo in apparenza è un album di ricordi; in realtà è la messa in pratica di un saggio consiglio impartitogli nell’infanzia dal nonno paterno. Niente è insignificante e tutti siamo chiamati a conservare e a diffondere la vita. Come svolgere e fare svolgere questo compito dipende da ognuno di noi, giacché più o meno siamo tutti alunni e maestri.
L’alunno Giambattista non ha dimenticato i suoi maestri. Dotato di una memoria eccezionale, tira fuori nomi e volti e li ricorda con immutato affetto come se fossero ancora al suo fianco. Molti di loro, per quella velocità che il tempo imprime agli anni, non ci sono più; eppure, a leggere con quale nitidezza di particolari egli narra certi episodi, si ha l’impressione che tutto accada sotto i nostri occhi. Non è un trucco di prestigiatore sul palco dello spettacolo, ma l’esibizione di un contadino che nell’orto della riconoscenza mostra con orgoglio i frutti del suo impegno.
Da discente a docente. Lezioni di generosità con i mutilatini del collegio Don Gnocchi di Roma, di cultura religiosa con gli alunni delle scuole statali di Riposto, Catania, Acireale, Fiumefreddo e Giarre, di liturgia rinnovata dal concilio Vaticano II con i seminaristi dello Studio teologico S. Paolo di Catania e della Facoltà teologica di Palermo, di messaggio evangelico con i fedeli delle parrocchie S. Paolo di Acireale, Maria SS. Immacolata di Fiumefreddo e S. Venera di Mascali.
Insomma, mezzo secolo di apostolato durante il quale, come il seminatore della parabola evangelica, anche lui ha sparso il seme della parola di Dio. E non importa se qualcuno di questi semi è caduto sulla strada diventando preda di uccelli, se qualche altro non è attecchito a causa del terreno roccioso o è stato soffocato dalle spine. A far fruttificare il trenta, il sessanta, il cento per uno bastano quelli caduti sulla buona terra.
Siamo soliti far precedere il nome di un sacerdote dall’appellativo Padre. Non è un titolo onorifico, ma il riconoscimento di una paternità senza confini.
P. Giambattista ha deciso dedicare queste pagine a coloro che ha conosciuto e amato per aiutarli a vivere meglio. E noto, tuttavia, che conoscenza e amore nascono anche tra l’autore e i suoi lettori. Da qui un’assicurazione: chi leggerà non si senta escluso da questa famiglia allargata. Abbia, però, l’accortezza di custodire questi preziosi semi nella serra di un cuore onesto e buono e di innaffiarli con perseveranza?
Italo Spada

