Simulacri e impostura. Bestie, Beaubourg, apparenze e altri oggetti
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Non pi il tempo della favola di Borges in cui i cartografi dell'Impero disegnano una carta cos dettagliata che finisce per coprire con la massima precisione il territorio... e, se si dovesse riprendere la favola, oggi sono piuttosto i brandelli del territorio che imputridiscono lentamente sull'estensione della carta. Qui e l sono vestigia del reale che sussistono, e non della carta, nei deserti che non sono pi quelli dell'Impero, ma il nostro. II deserto del reale stesso. Il grande evento di questo periodo, il grande trauma, questa agonia dei referenti forti, l'agonia del reale e del razionale, che introduce a un'era della simulazione. Oggi si ha invece l'impressione che la storia si sia ritirata, lasciando dietro di s una nebulosa indifferente. In questo vuoto, rifluiscono i fantasmi di una storia passata, la panoplia degli eventi, delle ideologie... leucemia della storia e della simulazione. Da oggi, la sola vera pratica culturale, quella delle masse, la nostra (pi differenza) una pratica manipolatoria, aleatoria: labirinto di segni, che non ha pi senso... il simulacro puro e semplice della seduzione circola dovunque e, invece di essere l'incubo del discorso e portargli via la sua verit, serve semplicemente a lubrificarne i contorni.
Simulacri e impostura. Bestie, Beaubourg, apparenze e altri oggettidi - 2025-01-22
Edizioni Pgreco
ISBN 9788868026158

