Spazio
Jimnez, J. Ramn
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Nei tre frammenti di Spazio vi un portentoso tentativo di rappresentare la totalit della poesia: non la poesia tutta, ma il suo carattere totale, assoluto. Spazio infatti un poema totale, assoluto, indubbiamente una cima della poesia del novecento, forse anche della poesia universale. Il poeta compie qui l'estremo sacrificio: farsi egli stesso poesia, divenire poema. Gli di non ebbero maggior sostanza di quella che ho io. Io, come loro, ho la sostanza di tutto il gi vissuto e di tutto quel che resta da vivere. Io non sono solo presente, ma fuga torrenziale da cima a fondo. E quel che vedo, da una parte e dall'altra, in questa fuga (rose, resti d'ala, ombra e luce) solo mio, ricordo e ansia miei, presentimento, oblio. [...] Non ti appena lasciarmi? E perch devi andar via da me, coscienza? Non ti piaciuta la mia vita? Io che ti ho cercato la tua essenza. Quale sostanza possono mai dare gli di alla tua essenza che non le possa dare io? Te lo dissi all'inizio: 'Gli di non ebbero maggior sostanza di quella che ho io'. E devi andar via da me tu, tu per integrarti in un dio, in un altro dio diverso da quel che siamo mentre tu sei in me, come di Dio?.
Spaziodi Jimnez, J. Ramn - 2013-07-14
Edizioni Le Lettere
ISBN 9788860872326

