Stanze. Sogni, nebbia, avventure
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Due temi attraversano questo concentratissimo libro di poesia e intrecciandosi lo innervano: la qute amorosa e lo statuto della parola poetica. Secondo libro del poeta romagnolo Lorenzo Babini, e prova di una sicura maturit espressiva, esso fa convergere testi apparsi in edizioni minori e riviste e inevitabilmente messi in luce dalla critica pi avvertita insieme a nuove composizioni nelle misure di unarchitettura che apre e chiude con i tratti di un paesaggio golenale di illusive rifrazioni. A centro una camera che posta alla sommit di una torre e circondata da spalti specchio del desiderio erotico e banco di prova della poesia. Siamo nella seconda cobla della pi celebre sestina del trovatore Arnaut Daniel, il miglior fabbro del parlar materno onorato da Dante (Purgatorio, XXVI), e la cambra inaccessibile ne limmagine pi ardita, nella fulgida e intangibile sua valenza simbolica. Ma lintero libro ad essere tramato di reminiscenze trobadoriche, a farsi lucido testimone dellamore di lontano, lamor de lonh provenzale qui vivo nel confronto con lassillo della parola e la messa a punto di una strumentazione necessaria. Autore colto e visionario Lorenzo Babini infatti a un tempo essenziale e sorvegliatissimo nel varare, al pari di unarca salvifica, una poesia di legno e bitume adatta a prendere il largo. A questa sola condizione avranno corpo, in uninvenzione continua e coinvolgente, figure che sar difficile dimenticare come quei soldati / vestiti di scaglie di pesci / o carapace, o, scesi da una tavola di Paolo Uccello, quei lancieri mossi anchessi da una qute su un ghiaccio infido di inizio primavera. O ancora, e nella desolazione che unicamente il tempo sa mettere in scena, quellantico scriba sumero rimasto solo a parlare e a chiedersi, per chi dopo di lui verr, chi siamo noi / prima dei nomi? (Marco Vitale)
Stanze. Sogni, nebbia, avventuredi - 2024-06-07
Edizioni Moretti & Vitali
ISBN 9788871868493

